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Il Pellegrino racconta

Il Pellegrino racconta

Il pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Canneto situato nel comune di Settefrati (FR) è una tradizione che risale ai primi anni del secolo scorso. Fino al 1980 si partiva a piedi direttamente da San Vittorino attraversando il bosco di “Pantaniello”, i boschi di Alfedena (AQ) e Valle Fiorita ( comune di Pizzone)  fino ad arrivare a Passo dei Monaci, per poi giungere al Santuario.

 

Negli ultimi anni l’itinerario è cambiato, si parte con il pullman da Foci la mattina del giorno 21 agosto .con fermata a San Vittorino, dove alle ore 3,30 circa, nella chiesa la comitiva fa voti alla Madonna affinché il percorso sia tranquillo. Finite le funzioni, la comitiva parte alla volta del pianoro di Valle Fiorita , territorio del comune di Pizzone, dove inizia il percorso a piedi nei sentieri del bosco. Le difficoltà sono enormi, dovute principalmente alla scarsa visibilità dell’ora, circa le ore 5,00 del mattino ,pertanto ,quasi tutti illuminano il percorso con delle lampade a pila. La compagnia composta spesso da più di 50 pellegrini fa la prima tappa appena dopo l’uscita del bosco, a circa 1400 m sul livello del mare. Dopo una breve sosta e dopo aver sorseggiato un po’ di caffè con gli amici, si riprende il cammino fino al “pozzo del pecoraio” dove è prevista un’altra sosta. Dopo tre ore circa dalla partenza, se accompagnati da un tempo senza piogge, il gruppo arriva ai piedi della montagna META (Passo dei Monaci). I pellegrini stanchi per il viaggio e per le varie insidie del sentiero si fermano per fare una colazione abbondante. Durante la colazione i più anziani raccontano ai più giovani le gesta degli anni passati. Dopo aver fatto un tratto quasi pianeggiante il gruppo combatto si ritrova a monte di un ripido costone per inneggiare,accompagnato da Antonio con l’organetto, un canto di devozione alla Madonna. Appena aver finito il canto di devozione alla Madonna, uno per volta, i pellegrini cominciano a scendere il costone , ripidissimo e molto scivoloso. La maggior parte dei pellegrini, per scendere si appoggia con le mani sulle ripide rocce per non cadere.

A metà strada del pendio e dopo un’estenuante e faticata discesa, fatta con mani e piedi, il gruppo si ritrova alla sorgente di fonte “Chiariglio” a quota 1950 m , ormai conosciuta da tutto il mondo perché fu tappa di una escursione sul monte Meta, fatta da Papa Giovanni Paolo II tantissimi anni fa. Per testimonianza di tal evento è stata affissa una targa ricordo per la presenza del Pontefice. L’acqua è gelida e i più anziani consigliano ai più giovani di berla, solo dopo aver aspettato un po’ di tempo con le mani bagnate. Fatta la sosta e dopo un piccolo spuntino, i più giovani del gruppo cominciano ad avviarsi al Santuario, dove un nutrito gruppo di persone , quasi tutti parenti dei pellegrini, sta aspettando la compagnia. Per i più anziani la fatica e la discesa ripida si fa sentire , i canti delle altre comitive che sostano sul piazzale e sul pianoro del Santuario si sentono sempre più vicini. Tutti pensano  che ormai si sta per arrivare, invece, il tortuoso e stretto percorso , più delle volte pieno di foglie di faggio, rallenta il cammino e il fatidico arrivo al Santuario. Finalmente i pellegrini arrivano, uno per volta, al raduno della compagnia e dopo un brevissimo riposo il capogruppo Antonio chiama tutti a raccolta per organizzare la processione da fare fino alla chiesa. I pellegrini con canti inneggianti la Madonna e accompagnati sempre da Antonio con l’organetto si avviano lungo il percorso che porta alla chiesa ,dove entrano in ginocchio, fino ad arrivare ai piedi dell’altare.

S.E. il vescovo dopo un breve saluto e dopo aver fatto rilevare che la compagnia di Foci – San Vittorino di Cerro al Volturno (IS) è l’unica compagnia che entra  in ginocchio, in segno di sottomissione alla Madonna, benedice la compagnia. La comitiva dopo il saluto alla Madonna, lascia la chiesa accompagnata da un lungo applauso di tutti i devoti preseti. Sono quasi le ore 13,00 e i pellegrini stanchi si accingono a cercare un posto lungo il tratto del fiume che fiancheggia le piazzole di sosta,  dove trovare riposo e consumare il pranzo a sacco. Alle ore 3,30 circa del 22 agosto la compagnia riprende il viaggio per il ritorno a Cerro e dopo dieci ore e più di cammino arriva a Foci, per poi proseguire fino a San Vittorino, dove il gruppo non più consistente come il viaggio dell’andata entra nella chiesa e dopo il rosario si fa gli auguri per ritornare il prossimo anno a ripercorrere lo stesso cammino e con gli stessi tempi di andata e ritorno.

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