Acquaviva d’Isernia – La festa di S. Anastasio

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By Admin gennaio 19, 2017 08:02

Acquaviva d’Isernia –  La festa di S. Anastasio

Tra pochi giorni, il 22 gennai p.v. i cittadini di Acquaviva d’Isernia festeggeranno S. Anastasio, un Santo che ha le sue origini in Persia, infatti nacque in Persia (IRAN) con il nome di MAGUNDAT. Si convertì alla religione cristiana dopo aver conosciuto i suoi valori e i fondamenti della fede e della religione cristiana. Per ricevere il battesimo . MAGUNDAT si recò a Gerusalemme e qui assunse il nome di Anastasio. Dopo una lunghissima vita di monastero , Anastasio volle visitare una zona della Palestina ,Cesarea, dominata dai Persiani, che a quei tempi perseguitavano tutti coloro che si dichiaravano fedeli alla religione cattolica. Un amara sorpresa lo aspettava dopo il suo arrivo, perché i persiani non accettando la religione da lui predicata lo torturarono per fargli rinnegare la sua religione,ma, Anastasio non rinnegò niente della sua religione e fu portato a Sergiopoli dove nel 628 del 22 gennaio morì. Dopo dodici anni i resti del corpo furono portati a Roma, per poi essere trasferiti al monastero delle “Aquae Salviae” intitolate a San Vincenzo e Sant’Anastasio. Con il passare degli anni nacquero diversi luoghi di culti dedicati a San Vincenzo e Sant’ Anastasio e tra questi fu costruita la Chiesa di S. Anastasio Martire di Acquaviva d’Isernia. Al Santo è dedicata la chiesa di Sant’Anastasio, situata al centro del borgo antico con la sua bellissima scalinata che porta all’ingresso principale. (La costruzione di questo importante luogo di culto risale all’XI sec.). I cittadini di Acquaviva in occasione della festa del S. Padrone usano invitare parenti e amici per partecipare fin dalla prima mattinata ai festeggiamenti religiosi e folkloristici. Infatti dopo aver preso parte alle cerimonie religiose,  SS. Messa e  processione per le vie del paese, gli invitati vanno a pranzo e solo dopo aver assistito ai bellissimi fuochi di artificio che illuminano tutta la parte a nord est dell’alta valle del Volturno, fanno ritorno alle rispettive abitazioni. La parte dominante delle manifestazioni in favore del Santo, a parte i riti religiosi, è il falò che i cittadini accendono il giorno prima della festa religiosa, il 21 a sera.  Gran parte, se non tutti i residenti del paese, pochi giorni prima dell’accensione della “FOCATA” (UNICA NEL SUO GENERE E DA VISITARE) così chiamata da tutti i cittadini, rastrellano dalle campagne limitrofe rami secchi e verdi, ginepri e i resti dei vigneti potati per poi portarli sulla piazza del paese. La raccolta dei rami di vite era un modo anche per ripulire i terreni coltivati a vigneti. Il falò era ed è rimasto un modo per raccogliere in un unico posto del paese tutti i cittadini, al fine di fortificare e mantenere saldi i rapporti sociali con tutti. Era ed è un momento per raccontare avvenimenti e fatti di vita dalle generazioni fino ad oggi. E’ anche un momento per stare insieme e consumare prodotti locali, come la salsiccia appena secca, i formaggi, carne di diversi tipi, le patate cotte sotto il fuoco, una tradizione questa di gran parte degli abitati dell’alta valle del Volturno e il sempre presente vinello locale, il più delle volte si utilizzava il fragolino, un vino fatto di uve bianche e uva fragola.

  Acquaviva d’Isernia è rinomata per uno dei più importanti alimenti che fanno parte della dieta mediterranea “Il fagiolo di Acquaviva d’Isernia” un vero confetto bianco che ha trovato la sua massima conoscenza attraverso il lavoro della signora S. Panzera che già da tanti anni sta portando avanti questo progetto per la massima diffusione del prodotto.

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